Biografia

Rachele AscanioMi ispiro alla nuova era, il luogo in cui l’essere risorge, dopo il lungo letargo che lo ha visto intento a scavare dentro la propria anima con le sole mani… Amo le mani e mentre dipingono osservo la loro armonia, il loro linguaggio, mi parlano di canti sepolti dal tempo e di magici colori…

Sono nata a Catania nel 1968, scendendo nel ventre di mia madre ho assorbito il vento dei figli dei fiori e quasi tutta la loro ideologia, la loro natura sovversiva alla guerra, i loro piedi nudi e i fiori tra i capelli… ho fatto attenzione ad evitare il fumo negli occhi che intossica la mente e la intorpidisce, i vari sballi che altro non fanno che allontanarti dal vero intento, il ricongiungersi alla fonte!

Il mio nome è Rachele Ascanio; esprimo me stessa sulle tele, lavorando essenzialmente con colori ad olio, raramente utilizzo gli acrilici e gli acquarelli.
Dipingo dal 1990, per puro destino!
Mio padre un giorno si ritirò a casa con un treppiedi, una tela, una busta piena di colori ad olio e diverse misure di pennelli… provai una forte emozione nel vedere tutto quel materiale! Voleva dedicarsi alla pittura, ma non lo fece.

Tutta l’attrezzatura artistica rimase ferma ad impolverarsi in cantina per qualche mese.
Una mattina mi avvicinai, timorosa, a quegli oggetti che mi avevano toccato l’anima quando li vidi tutti insieme per la prima volta.
Montai il treppiedi e poggiai su di esso la tela, mi era quasi familiare quel gesto, aprii la busta presi colori e pennelli, l’olio per diluire e m’improvvisai pittrice… credetemi ero totalmente all’oscuro sulla materia, tanto che diluii il colore nei bicchieri con un impressionante quantità di olio e trementina…
Che bella sensazione far scivolare il pennello sulla tela, intriso di colore!

Trascorsero un paio di anni prima di iscrivermi ad un’associazione culturale per artisti, la prima collettiva mi fece vendere un quadro, fui bersagliata dai colleghi pittori che non accettavano la critica favorevole che ricevevo, mi giudicavano troppo ignorante in materia, troppo bambina!
E più i grandi artisti mi valutavano male e più i miei quadri piacevano alla gente.
Non voglio nascondere il dolore che provavo e provo, quando qualcuno disprezza qualcun altro o qualcos’altro per il piacere di farlo o perché si sente unico in quel contesto!

Lasciati i colleghi nella loro piccolezza e frustrazione mi isolai per diversi anni ad Augusta, dove i miei quadri cambiarono. Un  effetto cromatico intenso ed un linguaggio fortemente positivo, un monito alla gioia, all’equilibrio, all’unione, i miei quadri cominciarono a trasmettere energia…
Da allora ho intensificato gli studi animici e spirituali e tutto quello che apprendo lo trasmetto nelle mie opere…
Buona visione!