Connessione mistica alla Fonte
Man mano che prendiamo consapevolezza e affiniamo il nostro sentire, veniamo spontaneamente chiamati a rivolgerci a una connessione ancora più profonda: quella con la nostra essenza spirituale e con il divino.
Quando si parla di Fonte, non ci si riferisce a una religione specifica né a un credo definito.
La Fonte è quella dimensione universale, viva e spirituale che nutre tutto e tutti: una connessione profonda che appartiene a ogni essere umano, al di là del nome che ciascuno sceglie di darle.
Siamo esseri di luce che vivono l’esperienza terrena, ma spesso dimentichiamo che la parte più spirituale di noi è immortale.
Viviamo come se tutto finisse qui, sgomitando verso la meta illusoria dell’avere, del possedere, del trattenere. Spesso corriamo senza accorgerci davvero delle emozioni e dei sentimenti di chi incontriamo, e a volte anche di chi feriamo.
Andiamo avanti con l’idea che possedere, accumulare, ottenere e lasciare un segno visibile siano modi per non scomparire, per non essere dimenticati, per lasciare una traccia indelebile di noi sulla Terra.
Ma quando ci identifichiamo solo con ciò che abbiamo, con ciò che controlliamo o con ciò che riusciamo a conquistare, la vita rischia di diventare soltanto corsa, fatica, difesa, competizione e sopravvivenza.
Perdiamo il contatto con la nostra parte più vera, perdiamo il senso profondo del nostro passaggio.
Dimentichiamo che la nostra energia non nasce dal possesso, dal controllo o dal riconoscimento esterno, ma dalla connessione con qualcosa di più grande.
La Quinta Illuminazione ci invita proprio a questo: ricordare che esiste una Fonte divina e universale da cui possiamo ricevere nutrimento, forza, pace e presenza e anche miracoli.
Quando torniamo a questa connessione, smettiamo di cercare energia negli altri, nel conflitto, nell’approvazione o nella conquista.
E lentamente, la vita torna a fluire nella piena abbondanza.
Esercizio: Restituire il bisogno
Questo esercizio è utile quando senti di dipendere troppo da qualcuno o quando ti accorgi di avere aspettative legate al bisogno di ricevere energia, attenzione, riconoscimento o amore.
Chiudi gli occhi e immagina davanti a te la persona da cui pensi di dipendere emotivamente o con la quale si è creata una corda di tensione.
Non giudicarti.
Poi visualizza tra voi questa corda e riconosci è stata creata da un bisogno.
Immagina di tagliarla con delle forbici d’oro, e ripeti interiormente:
Io ti libero dal compito di nutrirmi.
Io libero me dal bisogno di prendere energia da te.
Io restituisco a te ciò che è tuo.
Io richiamo a me ciò che è mio.
Io mi riconnetto alla Fonte e creo con te un legame d’amore incondizionato.
Poi immagina che sopra di te arrivi una luce dorata che riempie il vuoto lasciato da quel bisogno e ripulisce tutti i residui rimasti.
Esercizio: La colonna di luce
Immagina una colonna di luce che scende dall’alto e attraversa tutto il tuo corpo.
Entra dalla testa, passa attraverso la colonna vertebrale, il cuore, l’addome, il bacino, le gambe e arriva fino a terra.
Questa luce ti collega contemporaneamente al divino e alla vita terrena.
Puoi ripetere:
Io sono collegato al Cielo.
Io sono radicato nella Terra.
Io sono attraversato dalla Luce.
Io ricevo energia dalla Fonte e la porto in ogni area della mia vita.
Questo esercizio è utile quando ti senti scarico, confuso, emotivamente dipendente o troppo coinvolto nelle dinamiche degli altri.
Non cercare più, fuori da te, una conferma della tua spiritualità; riconosci che dentro di te esiste già una parte risvegliata, antica, luminosa, capace di vedere la realtà da un piano più alto.