La pelle come confine emotivo
Dermatite, campo energetico e riequilibrio con Reiki e Fiori di Bach
La pelle è molto più di un organo del corpo: è il nostro primo confine con il mondo.
Attraverso di essa riceviamo il contatto, percepiamo la vicinanza e iniziamo a costruire la relazione con ciò che ci circonda. Prima ancora delle parole, conosciamo la vita attraverso il contatto: nel tepore del liquido amniotico, nella presenza rassicurante di chi ci accoglie alla nascita, nel calore di un abbraccio che nutre e protegge.
In queste prime esperienze si radica una memoria profonda: il nostro modo di percepire sicurezza, protezione e vicinanza.
La pelle diventa così il custode del confine tra noi e il mondo relazionale: una soglia delicata che separa e allo stesso tempo mette in comunicazione ciò che siamo con ciò che incontriamo.
Pelle e polmone nella Medicina Tradizionale Cinese
Nella Medicina Tradizionale Cinese la pelle è collegata al Polmone, organo associato al respiro e allo scambio con la vita.
Il respiro rappresenta il movimento continuo tra dentro e fuori: attraverso di esso accogliamo ciò che ci nutre e lasciamo andare ciò che non ci appartiene più.
Quando questo confine energetico diventa troppo permeabile o troppo sensibile, può emergere un senso di vulnerabilità. La persona può percepire difficoltà nel proteggersi, nel dire di no e nel preservare il proprio spazio personale.
Il corpo allora sembra comunicare un bisogno profondo:
“Ho bisogno di sentirmi al sicuro nel contatto.”
Il prurito può rappresentare proprio questa tensione: il desiderio di essere raggiunti e riconosciuti e, allo stesso tempo, la paura di esserlo troppo.
Il dialogo tra i chakra
In una lettura energetica, alcune manifestazioni cutanee possono essere messe in relazione con l’interazione tra diversi centri energetici.
Il secondo chakra (Svadhisthana) è collegato alla dimensione dell’intimità, delle emozioni e della relazione.
Il quarto chakra (Anahata) riguarda invece l’amore, l’apertura affettiva e le ferite del cuore.
Quando questi due centri entrano in tensione, la persona può vivere un conflitto interiore: il bisogno di vicinanza convive con il timore di essere feriti o invasi.
In questa dinamica entra spesso in gioco anche il terzo chakra (Manipura), sede del potere personale e della capacità di stabilire confini.
Quando questo centro rimane a lungo compresso – ad esempio per la difficoltà a esprimere i propri bisogni o a dire di no – può accumulare tensione. Nel momento in cui l’energia riprende a muoversi, può essere percepita come una forte espansione nel plesso solare, come se gli argini del controllo si aprissero lasciando emergere una nuova forza interiore.
Il plesso solare diventa così un ponte tra emozione, relazione e identità personale.
Yin e Yang nella dermatite
Nel linguaggio energetico della Medicina Tradizionale Cinese la dermatite può essere letta come una dinamica tra due movimenti complementari.
Alla base può essere presente una condizione di fragilità Yin, che si manifesta come pelle più sensibile o poco nutrita.
Su questo terreno può emergere una risposta Yang, caratterizzata da rossore, calore e prurito: segni di un’energia che si muove verso la superficie come reazione difensiva.
Il sintomo diventa quindi il segnale di una tensione tra vulnerabilità e protezione, tra il bisogno di nutrimento e la risposta del corpo che cerca di ristabilire equilibrio.
Il lavoro energetico: riallineare i corpi sottili
Nel lavoro che propongo utilizzo il Reiki come strumento di riallineamento dei corpi sottili.
Secondo la visione energetica, esperienze emotive intense o prolungate possono creare una sorta di disarmonia tra i diversi livelli del campo energetico. Parti della nostra attenzione possono rimanere ancorate a memorie del passato o a preoccupazioni per il futuro.
Durante il trattamento accompagno gradualmente la persona a ritrovare presenza e centratura, riportando l’energia verso una maggiore integrazione.
Il lavoro parte dal primo chakra, legato al radicamento, e coinvolge progressivamente i centri energetici collegati alla dimensione emotiva e relazionale.
Molte persone riferiscono, al termine del trattamento, una sensazione di maggiore connessione con il proprio corpo e una percezione della pelle più distesa e meno reattiva.
Il supporto dei Fiori di Bach
Nel lavoro floriterapico alcuni rimedi dei Fiori di Bach possono accompagnare il percorso di riequilibrio emotivo quando emergono temi legati ai confini personali e alla relazione con il proprio corpo.
Tra i rimedi più frequentemente utilizzati in queste situazioni troviamo:
- Crab Apple, legato al rapporto con il proprio corpo fisico e ambientale
- Walnut, utile nei momenti di cambiamento e per proteggere il proprio spazio energetico
- Centaury, quando è difficile dire di no
- Agrimony, per emozioni nascoste che tormentano, dietro una facciata di serenità
- Beech, legato alla tolleranza e all’accettazione
- Holly, collegato alle ferite relazionali
- Star of Bethlehem, che sostiene nei vissuti di shock emotivo
I rimedi possono essere utilizzati per via orale oppure in applicazione locale, integrandoli con creme o oli neutri.
Ascoltare il linguaggio del corpo
Quando un sintomo emerge, oltre alle necessarie attenzioni mediche, può diventare anche un invito ad ascoltare il corpo più profondamente.
Dietro una sensibilità della pelle può nascondersi una parte di noi che chiede spazio, protezione e riconoscimento.
Accogliere questo linguaggio significa iniziare un dialogo più consapevole con se stessi, in cui corpo, emozioni ed energia tornano lentamente a riconoscersi come parti di un unico campo vitale.
🌿 Rachele Ascanio
Benessere Olistico e Arte Evolutiva