Ero completamente all’oscuro della magia e del potere racchiusi nei Mandala, “ruota” nella traduzione dal sanscrito. Il primo Mandala che ho dipinto ha dato una svolta alla mia vita, regalandomi la sensazione di scrivere e dipingere giorno dopo giorno pagine di storia personale, guidata dalle mani di invisibili dell’Universo. O almeno, per me è stato così, portando alla luce desideri che faticavo a sentire come meritati e possibili da realizzare.

Non siamo soli: c’è sempre qualcosa, o qualcuno di sano e giusto, dall’altra parte del velo che ci osserva e attende di essere chiamato per sostenerci.

So che la disperazione può annientare la speranza e la fiducia. Quando ci si sente intrappolati nelle sabbie mobili del tormento, sembra impossibile trovare una via d’uscita. Eppure, per tornare a brillare e a sentire la gioia, serve un atto di intenzione.

Ci vuole intenzione per riemergere dal buco nero della depressione — un luogo che anch’io ho attraversato. Anch’io sono stata intrappolata nel labirinto della sfiducia e della notte buia dell’anima.

E sono qui per dirvi che si può uscire. Si può tornare alla luce. Si può ricominciare.

Mi sono sposata molto giovane e, a ventotto anni, ero già madre di due meravigliose figlie. Attraversai un lungo periodo di malessere fisico ed emozionale fatto di dolore, delusione e rammarico, ma anche — e soprattutto — di amore.

È stato proprio attraversando quel passaggio che è iniziata la mia vera ricerca. Ho trovato la mia strada da adulta, e i mandala hanno aperto il varco, come una porta silenziosa verso una nuova consapevolezza.

Da quarant’anni dedico il mio tempo alla ricerca spirituale e all’armonia del corpo fisico, emotivo, mentale e spirituale. Ho incontrato e studiato culture diverse, approfondendone i valori e i messaggi custoditi in ognuna.

Da questi incontri sono nate intuizioni preziose, che mi hanno aiutata a riconoscere e creare strumenti capaci di rappresentare e decodificare il nostro mondo interiore.

Cerchi e linee, geometrie sacre e percorsi invisibili.

Mappe dell’anima che raccontano chi siamo, dove siamo stati e dove stiamo andando.

Mandalagarden, olio su tela con spatole e pennelli, anno 1997