Maternità

Guardo negli occhi
le spumeggianti onde
gli scintillanti ardori
sento nell’anima
il docile tremore
il volto impallidisce
la voce ha toni caldi
stringono il ventre
le fredde mani
è qui
è mio
la sento
avverto il suo passato
il suo dolore celato
immersa nei pensieri
le mani ora calde
perdono i loro veli
eteree in me scavando
aprono un varco
sono nido
sono culla
sono canto
magicamente
avvolgono il piccolo essere
fin quando gli argini
le acque romperanno
e sul mio ventre
lo adageranno.

Rachele Ascanio